| Roma città policentrica |
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La nostra idea di Roma non prevede la presenza né di quartieri alti e bassi, né la presenza di zone a sovranità limitata perché minacciati da fenomeni criminosi o degenerativi. In questi anni le amministrazioni romane hanno cominciato una possente opera di miglioramento della sicurezza e di aumento degli standard, così come un tema centrale è stata la riqualificazione dei quartieri della Capitale.
Ora noi pensiamo che assieme ad una congrua politica di aumento degli investimenti sugli operatori della sicurezza (polizia municipale, forze dell’ordine in generale), sia per i cittadini e per i loro beni, sia per gli operatori commerciali, Roma può rompere la tradizionale differenza tra “centro” e “periferia” cominciando una peculiare opera di valorizzazione dei territori urbani che la compongono. Ogni realtà di questa Città ha al proprio interno delle straordinarie potenzialità, riteniamo che il Municipio debba essere il propulsore della valorizzazione di queste potenzialità al fine di rendere ogni Municipio un centro attrattivo per le proprie particolari risorse. Tutto ciò può e deve avvenire in base ad un concreto aumento delle risorse destinate ad esempio a forme associative degli operatori del terzo settore, ad esempio attraverso lo strumento del “centro commerciale a cielo aperto” che consorziando una serie di operatori di un quadrante consente di mettere in rete servizi, strutture, consente la valorizzazione dell’arredo urbano (dalla segnaletica all’illuminazione). Ma non basta, vanno rese conoscibili la storia, la tradizione, le peculiarità artistiche ed umane delle varie zone di Roma adattando adeguate scelte politiche e di investimento e quindi di rappresentare un centro attrattivo.Le zone periferiche e quelle a rischio “decadenza” da queste politiche possono solo ricavarne un beneficio in termini economici e sociali e la Città nel suo complesso troverà una nuova spinta alla crescita. In questo settore rientra, ovviamente, anche la scelta che i nostri candidati fanno a favore dell’integrazione dell’immigrazione che non significa politiche di tolleranza o lassismo di fronte ai fenomeni criminali che vanno durante combattuti, ma significa scelte chiare e decise in termini, ad esempio, di corsi di lingua, utilizzo di forza lavoro per le mansioni di assistenza e sostegno specie agli anziani, e di stroncamento di qualsiasi forma di razzismo verso gli immigrati. La loro presenza è un fatto, sta agli amministratori trasformare tutto ciò in una ulteriore fonte di crescita e di miglioramento del territorio. |
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