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La più grande ricchezza della Città, e dei suoi territori, sono indubbiamente i giovani che la popolano. L’amministrazione ha già fatto notevoli passi negli ultimi anni, cominciando con il non occuparsi dei giovani solo sui temi delle "devianze" come le tossicodipendenze, criminalità, violenze. Si è provato a creare cioè anche una rete di attività rivolte ai servizi, alla cultura ed al divertimento che in questi anni ha fatto emergere una cultura giovanile romana finora sommersa. Per continuare su questa strada riteniamo che i Municipi di concerto con il Comune debbano perseguire delle politiche giovanili tese a far continuare l’emersione dei giovani ed a stimolarne l’aggregazione e la partecipazione attraverso: - utilizzo delle strutture scolastiche e non, nel pomeriggio o comunque in orari diversi dall’apertura canonica, affidando questo servizio magari ad associazioni e realtà dei vari territori, al fine di consentire ai ragazzi (ed alle loro famiglie) di avere luoghi di aggregazione sicuri ed evitare la dispersione;
- potenziamento degli sportelli casa dei Municipi, per rendere più veloce e trasparente la risoluzione del principale ostacolo all’indipendenza dei giovani che è la ricerca di un alloggio dove poter andare a vivere;
- potenziamento agli sportelli lavoro dei Municipi, da mettere in rete su tutto il territorio comunale, non solo con il fine di cercare le occupazioni disponibili, ma anche con il compito di “insegnare a cercare” un lavoro a chi ne fa richiesta. Inoltre questo servizio anche nelle modalità in cui è somministrato oggi, richiede un potenziamento della pubblicità dato che risulta abbastanza sconosciuto ai più;
- creazione di “spazi giovani” nei territori, dove convogliare le potenzialità in gran parte nascoste delle aggregazioni giovanili dei vari municipi sia nel campo musicale, che in quello artistico/teatrale e tecnico.
Inoltre un secondo importantissimo filone di politiche giovanili della Capitale e dei suoi Municipi non può che riguardare le politiche di accoglienza e sostegno alla numerosissima massa di studenti fuorisede che arrivano dalle altre parti d’Italia. Anche qui con rilevanti passi in avanti fatti negli ultimi periodi, riteniamo che una classe di giovani amministratori non possa fare a meno di porre il tema all’attenzione soprattutto: - nel campo dell’utilizzo dei servizi pubblici dove permangono ingiustificate forme di discriminazione nei confronti degli studenti;
- nel settore della programmazione dei servizi pubblici che spesso non tengono conto di questa realtà numericamente importantissima con il risultato di creare disservizi, ma anche, ed è la conseguenza peggiore, di creare delle frizioni con la popolazione residente ovviamente insoddisfatta di un servizio pensato per un numero di utenti molto inferiore.
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